Iperico: una pianta dalle tante proprietà

Dott. Claudio Caprara
Specialista in Medicina Interna


Presente in misura discretamente diffusa, e quindi facile ad osservarsi nell’ambiente naturale, tanto in pianura quanto sui declivi collinari e montuosi, così come nelle bordure artificiali delle città, l’Iperico ha un aspetto accattivante per quei suoi fiori gialli, esuberanti e quelle foglie regolari e particolari, perforate appunto seppur in modo solo apparente. Fiori e foglie che, sfregate e stropicciate tra le dita, liberano un balsamico odore e colorano di rossastro. Il nome popolare di una pianta spesso è un buon viatico per valutarne il possibile uso, ed una pianta che si avvale anche dei nomi Tutta sana, Scacciadiavoli, oltre che Erba di San Giovanni, appare sicuramente promettente.
Tanto promettente da essere utilizzata da tempo immemorabile nella farmacopea popolare ed in quella originaria medica per quelle che erano frequenti evenienze di una vita semplice e dura (curare le ferite e le infiammazioni della pelle, le ustioni, trattare i traumi, lenire il respiro, disinfettare le vie digerenti ed urinarie); tanto efficace da agire per semplice “esposizione”, appesa sull’uscio dell’abitazione, per allontanare maligne presenze.  

Principi attivi
I principi attivi più importanti, contenuti in particolare nei fiori, sono l’Ipericina e la Pseudoipericina (pigmenti rossi), l’Iperforina e Flavonoidi (iperina, rutina e quercitina), acido caffeico e clorogenico, terpeni e tannini. 

Azioni farmacologiche
Le azioni combinate dei vari principi portano a considerare potenzialità antinfiammatorie e cicatrizzanti sia a livello esterno, cutaneo, che interne a livello delle mucose del tubo digerente ed urinario ove esplica anche azione antispasmodica e balsamica per le vie aeree. Antisettico e disinfettante è stato utilizzato più recentemente anche nell’infezione da HIV. In svariate preparazioni la sommatoria degli effetti precedentemente indicati la rendeva utile nelle situazioni traumatiche, distorsive e contusive.
Ma ai nostri giorni ha avuto grande sviluppo e diffusione l’utilizzo, per prescrizione o per autosomministrazione, per il trattamento di disturbi della sfera psichica, della depressione in particolare e di disfunzioni minori del tono dell’umore, trovando ambiti di intervento nelle turbe di carattere psicosomatico, nel disturbo ricorrente premestruale, nelle situazioni disforiche, sia come calmante che per l’irrequietezza.
Come tutti i principi comunque biologicamente attivi, i componenti dell’Iperico, in casi singoli o nell’uso incontrollato, possono produrre effetti indesiderati. La capacità foto sensibilizzante e fototossica sperimentata dagli animali, che se ne cibano al pascolo libero, è possibile anche nell’uomo (ma non per azione esterna); altri meccanismi di interferenza ed azione biochimica sui sistemi naturali, che sono deputati a regolare il metabolismo specifico dei più svariati prodotti (esogeni ed endogeni), possono manifestarsi ad esempio, con la diminuzione dell’effetto di farmaci contemporaneamente assunti, (ciò richiama l’attenzione all’uso contemporaneo di più farmaci o prodotti, in particolare all’uso libero ed autonomo di dosi sicuramente attive).
L’interferenza farmacologica va tenuta in considerazione, in particolare per prodotti antivirali, anticoagulanti, immunosoppressori, digossina ed aminofilline, contraccettivi orali, anticonvulsivanti ed altri ancora psicoattivi. Per tutto ciò, per quanto l’Iperico possa ritenersi sostanzialmente un’erba non tossica, occorre porre grande attenzione e prudenza nel suo uso, specie se in associazione ad altri farmaci. L’Iperico esiste in commercio in numerose preparazioni. Le caratteristiche della pianta richiedono un utilizzo esclusivamente con il consiglio del medico.



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